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    Aminoacidi

    Cosa sono ed a cosa servono ?

    Sia che tu sia uno sportivo o semplicemente qualcuno deciso a migliorare la sua dieta e il suo stile di vita, avrai sicuramente sentito parlare di amminoacidi. Gli amminoacidi sono elementi essenziali per la nostra alimentazione, perché una regolare assunzione di essi all'interno della nostra dieta è fondamentale p...

    Cosa sono ed a cosa servono ?

    Sia che tu sia uno sportivo o semplicemente qualcuno deciso a migliorare la sua dieta e il suo stile di vita, avrai sicuramente sentito parlare di amminoacidi. Gli amminoacidi sono elementi essenziali per la nostra alimentazione, perché una regolare assunzione di essi all'interno della nostra dieta è fondamentale per la nostra salute. Ma sappiamo veramente di cosa stiamo parlando quando trattiamo degli amminoacidi?

       

    • Gli amminoacidi: uno sguardo chimico

    Da un punto di vista chimico, gli amminoacidi rappresentano i monomeri dei peptidi, per essere più precisi delle proteine. Le proteine sono polimeri al cui interno è presente un legame peptidico. Per fare un po' di chiarezza, un polimero è una molecola di grandi dimensioni che appare come una lunga catena alle quale possono essere legate diverse ramificazioni. Gli amminoacidi sono composti bifunzionali, costituiti dal gruppo funzionale carbossilico unito a quello amminico.

     

    • I "nostri" amminoacidi

    Gli amminoacidi naturali - ovvero quelli presenti negli organismi viventi - sono tutti alfa-amminoacidi, ma esistono anche beta-amminoacidi e gamma-amminoacidi. All'interno delle proteine, quindi, è possibile trovare solo catene di alfa-amminoacidi Esistono ben 20 tipi diversi di alfa-amminoacidi, che differiscono tra loro solo per il gruppo radicale che è legato ad essi, diverso per ognuno. Di questi, 8 sono detti essenziali, in quanto l'organismo non è in grado di sintetizzarli autonomamente. Per questo devono essere assunti attraverso le proteine presenti negli alimenti.

     

    • Classificazione degli amminoacidi

    I 20 amminoacidi possono essere classificati in base al gruppo radicale che li differenzia. Sono amminoacidi dotati di catene laterali idrofile e con carica positiva l'arginina, l'istidina e la lisina, mentre sono dotati di carica negativa l'acido aspartico e l'acido glutammico. Presentano catene laterali idrofile polari ma prive di carica la serina, la treonina, l'asparagina, la glutammina e la tirosina, mentre sono classificati a catene laterali apolari idrofobiche l'alanina, la isoleucina, la leucina, la metionina, la fenilalanina, il triptofano e la valina. Rientrano nei casi speciali la cisteina, la glicina e la prolina, in quanto la catena laterale della glicina è formata da un solo atomo di idrogeno, il gruppo radicale della cisteina presenta un gruppo terminale -SH, che le consente di reagire con la catena laterale di un'altra unità di cisteina, formando un legame covalente chiamato ponte disolfuro. Per quanto riguarda la prolina, essa presenta un gruppo amminico modificato, privo di atomi di idrogeno, che le consente di formare una struttura ad anello.

      

    • Gli amminoacidi: un punto di vista chimico e fisico

    Gli amminoacidi si presentano sotto forma di solidi cristallini, solubili in acqua ma non in solventi apolari. Inoltre, il loro comportamento chimico è anfotero: se inseriti in una soluzione basica, essi si comportano da acidi, se in soluzione acida si comportano da basi.

      

    • I peptidi: sappiamo cosa sono?

    Due o più amminoacidi uniti da un legame peptidico costituiscono un peptide. Un peptide è un biopolimero simile ad una proteina, ma contenente un numero di amminoacidi inferiore rispetto alla seconda, che si aggira intorno ai 50-100. i peptidi possono essere suddivisi negli amminoacidi che li contengono attraverso un reazione di idrolisi, A seconda del numero di amminoacidi di cui sono costituiti, i peptidi si dividono in oligopeptidi - formati da pochi amminoacidi -, polipeptidi - contenenti più di 10 amminoacidi - e proteine - se contengono più di 100 amminoacidi -. Molto spesso, polipeptide e proteina vengono utilizzati come sinonimi.

      

    • Le proteine: conosciamole meglio

    Come abbiamo detto sopra, le proteine sono biopolimeri formati da un grande numero di amminoacidi legati tra loro da legami peptidici. Possono essere classificate come semplici se formate solo da amminoacidi, altrimenti sono dette coniugate. Una proteina coniugata presenta all'interno della catena di amminoacidi un gruppo prostetico, molecola non proteica che può consistere in un lipide, carboidrato o acido nucleico. Le proteine, oltre ad essere classificate per la loro funzione, vengono divise in base alla loro composizione: le proteine fibrose - insolubili in acqua -, sono costituite da due o tre catene polipeptidiche disposte parallelamente le une accanto alle altre e legate con legami disolfuro o a idrogeno, mentre quelle globulari - solubili in acqua -, presentano catene polipeptidiche ripiegate su se stesse in forme compatte. E' un esempio di proteina fibrosa la cheratina, componente principale dei capelli e della pelle, mentre è una proteina globulare l'emoglobina. 

        

    • Quando diventano... essenziali

    Parliamo ora degli 8 amminoacidi essenziali: valina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano. Questi sono molto importanti per la nostra salute, ed è necessario che vengano assunti quotidianamente attraverso la dieta. Attenzione però: non tutti sono presenti negli alimenti di origine vegetale, per questo motivo i vegetariani devono integrare questi alimenti con latte e formaggi, in modo da rendere la propria dieta completa. Non assumere questi amminoacidi può provocare disturbi anche gravi. In ogni caso, tutti e venti gli aminoacidi sono indispensabili per il nostro organismo, poiché rappresentano l'unica fonte di azoto che possiamo metabolizzare. L'azoto è fondamentale per la crescita cellulare, la riparazione dei tessuti e il mantenimento delle funzioni vitali.

       

    • Il giusto dosaggio

    Le proteine dovrebbero rappresentare il 15-20% delle calorie quotidiane, ma questa quantità può variare in relazione all'età e al tipo di attività fisica svolta. Esiste una quota minima di logorio, circa 30 grammi, che dovrebbe essere assicurata ogni giorno, dato che il nostro organismo consuma energie anche a riposo. Ad ogni modo, una persona che svolge una normale attività fisica dovrà consumare circa 1 grammo di proteine per chilogrammo di peso corporeo. Il consumo complessivo dovrà essere aumentato se nella dieta compaiono proteine meno pregiate di quelle presenti nella carne, oppure in relazione all'attività muscolare.

       

    • Sport e proteina: mai senza, ma con cautela

    Se si pratica sport, le proteine possono essere assunte in quantità superiori alla norma durante i periodi di allenamento intenso, o se si necessità un aumento della massa muscolare. In casi diversi, un consumo eccessivo di proteine può essere controproducente, in quanto va a sovraccaricare l'attività di reni e fegato, con conseguenze che possono essere gravi per la salute. Gli atleti, in ogni caso, dovrebbero aumentare la quota di proteine assunte giornalmente a 1,5 grammi per chilogrammi di peso corporeo, dato l'utilizzo intenso e il conseguente logoramento che subiscono i loro muscoli. chi pratica sport di forza o di potenza spesso necessita un aumento del quantitativo fino a 2,2 grammi per chilogrammo di peso corporeo. Attenzione: dosi superiori a quelle indicate non sono efficaci per aumentare la massa muscolare e non sono giustificabili, dato che l'organismo trasforma le proteine in eccesso in grasso e tossine, che per essere eliminate costringono i reni a un superlavoro.

       

    • Da proteina ad amminoacido

    Cosa accade alle proteina una volta ingerite? Semplicemente esse vengono scomposte nei singoli amminoacidi grazie al lavoro degli enzimi dell'apparato digerente, dopodiché sono assorbite e ricomposte in varie combinazione attraverso la sintesi proteica. Ricordiamo che il DNA contiene le informazioni necessarie alla sintesi di ogni proteina necessaria per ogni cellula. Le cellule muscolari, ad esempio, ricompongono gli amminoacidi per formare actina e miosina, proteina fondamentali pe la contrazione delle fibre.

       

    • Come scegliere gli alimenti adatti

    Gli alimenti che contengono la quota massima di proteine sono quelli di origine animale, come carne, pesce uova, latte e derivati. Le proteine d'origine vegetale sono invece contenute in legumi e cereali, come pasta, pane, piselli, fagioli e soia. Anche la frutta secca può essere un'ottima fonte dove trovarle.

      

    • Creatina e carnitina: uno sguardo d'insieme

    Se sei uno sportivo, sicuramente questi due nomi non ti saranno sconosciuti. Carnitina e creatina sono due derivati amminoacidi sintetizzati all'interno del corpo umano. La creatina, particolarmente presente anche all'interno di pesce e carne, viene sintetizzata dalle cellule epatiche, renali e pancreatiche a partire da arginina, glicina e metionina. Viene utilizzata dal tessuto muscolare come deposito energetico sotto forma di fosfocreatina, perciò il suo compito consiste nel fornire il carburante necessario alle contrazioni muscolari. La carnitina viene prodotta a partire da lisina e metionina, e la sua attività più nota consiste nel trasporto di acidi grassi a lunga catena verso la matrice mitocondriale, dove vengono successivamente convertiti in energia. Viene, inoltre, utilizzata spesso come integratore nutrizionale sia in ambito medico sia sportivo.

       

    Rivestono un ruolo fondamentale per la nostra salute anche arginina e glutammina. la prima risulta importantissima per il nostro organismo in quanto sostanza alla base della produzione di ossido nitrico. Questo composto agisce come vasodilatatore, incrementando l'apporto sanguigno verso organi e tessuti, tra cui quello muscolare. Per questo motivo è necessario mantenere sempre buoni livelli di arginina all'interno del nostro organismo. inoltre, l'arginina è un ottimo stimolatore per la produzione dell'ormone somatotropo - meglio conosciuto come ormone GH -, che stimola lo sviluppo della massa muscolare e favorisce lo sfruttamento del tessuto adiposo come fonte di energia. La glutammina costituisce l'amminoacido più abbondante all'interno del corpo umano, e il fabbisogno può aumentare in caso di forte stress, traumi chirurgici, ustioni o attività fisica particolarmente intensa. Essa interviene nel ciclo dell'urea, nel trasporto di gruppi amminici, nella sintesi di nucleotidi e di molecole bioattive e nel mantenimento delle attività del sistema immunitario.

    Sperando che questa guida ti sia stata d'aiuto, ti auguriamo un buon proseguimento e... buona assunzione di amminoacidi!

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    Aminoacidi Ci sono 286 prodotti.

    Sotto-categorie

    • Acetilcisteina
    • Acido D-Aspartico
    • Aminoacidi essenziali

          

      Gli aminoacidi essenziali non possono essere prodotti dal corpo e quindi devono per forza essere introdotti con il cibo. I nove aminoacidi essenziali sono fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triprofano e valina.

    • Aminoacidi Ramificati (Bcaa)

                 

      Gli aminoacidi ramificati (BCAA) sono un gruppo di tre aminoacidi essenziali, L-leucina, L-isoleucina e L-valina. Essi sono presenti nella maggioranza degli alimenti proteici, soprattutto di origine animale come pollo, manzo, latte, pesce, ma anche nei legumi. Sono chiamati a catena ramificata perché la loro struttura è a forma di ramificazioni. 

        

      Gli aminoacidi ramificati possono essere utili ad integrare la dieta dello sportivo. Vengono utilizzati anche in ambito clinico nelle fasi di recupero da traumi e/o ustioni ed in alcuni stati caratterizzati da una progressiva diminuzione della massa muscolare.

        

      In commercio esistono diverse formulazioni, tra cui le principali:

        

      BCAA 2:1:1 - Questo è il rapporto classico in cui la L-Leucina è in valore doppio rispetto agli altri due aminoacidi.

      BCAA 4:1:1 - E' composto da 4 parti di L-Leucina, 1 di L-Isoleucina, 1 di L-Valina.

      BCAA 8:1:1 - E' composto da 8 parti di L-Leucina, 1 di L-Isoleucina, 1 di L-Valina.

        

      Sembra che concentrazioni maggiori di L-Leucina favoriscano il recupero muscolare post work-out. 

      Il dosaggio massimo consentito dal ministero della salute è di 5 g. al giorno come somma di leucina, isoleucina e valina.  

    • Arginina

      CHE COS'È L'ARGININA E DOVE SI PUÒ TROVARE?

      L'Arginina, isolata per la prima volta da un germoglio di lupino dal chimico di origini svizzere Ernst Schultze, fa parte del gruppo degli amminoacidi essenziali per la fase di crescita dei bambini, in quanto negli adulti può essere sintetizzata direttamente dall'organismo, soprattutto a livello renale ed epatico. Generalmente viene assunta quotidianamente in quantità comprese tra i 3,5 g e i 5 g, specialmente mediante il consumo di frutta secca, carne e alimenti vegetali ricchi di proteine (come per esempio i legumi). Di seguito verrà elencata la quantità di questo amminoacido (espressa in milligrammi) contenuta in 100 grammi di alcuni prodotti alimentari:

      - Nocciole 2824 mg/100g
      - pesche 900-1200 mg/100g
      - mandorle 1597 mg/100g
      - formaggi 540 mg/100g

      COSA FA'?
      L'arginina è, come abbiamo detto, un aminoacido classificato come essenziale, perché esso ricopre un ruolo importante in determinate fasi della vita, come potrebbero essere l'adolescenza o la pubertà oppure anche in occasioni di traumi gravi e/o ustioni.
      Anni di ricerche hanno permesso agli studiosi di stilare una lista delle funzioni biologiche di questo aminoacido, alcune delle quali di fondamentale importanza per la salute del nostro organismo. Qui di seguito ne verranno indicate alcune:
      - Sintesi del glucosio;
      - sintesi delle proteine;
      - sintesi della creatina e contemporaneamente di altri derivati di aminoacidi, i quali ricoprono un ruolo indispensabile nell'economia cellulare;


      EFFETTI COLLATERALI
      Nonostante i numerosi benefici apportati dalla stessa, un consumo eccessivo di Arginina può avere delle spiacevoli conseguenze: per dosaggi giornalieri superiori ai 15 grammi, potrebbero manifestarsi crampi addominali, vomito, diarrea e nausea. Al fine di evitare questi spiacevoli inconvenienti è consigliato non esagerare nel dosaggio in quanto , se essa viene assunta con moderazione, non dovrebbero presentarsi spiacevoli sintomi.

      CONTROINDICAZIONI
      L'assunzione di questo aminoacido è controindicata in caso di soggetti afflitti da ipersensibilità all’Arginina, durante i nove mesi di gravidanza e nel successivo periodo dell'allattamento al seno. Codeste controindicazioni potrebbero presentarsi anche in gravi casi di insufficienza renale ed epatica.

    • Beta alanina
    • Carnitina
      La carnitina è considerato un aminoacido non essenziale in quanto il corpo umano è in grado di sintetizzare la L-carnitina dalla metionina e dalla lisina. La L-carnitina è considerata una sostanza nutritiva indispensabile per i neonati a causa di una capacità di sintesi temporaneamente insufficiente. Questa è la ragione per cui un contenuto minimo di L-carnitina è presente nelle formulazioni per l'infanzia.  

      Dove si trova la carnitina?

      La carnitina si introduce nell'organismo attraverso il cibo: si trova ad esempio nella carne e nei suoi derivati ma non ce n'è traccia negli alimenti vegetali. In alternativa o per un maggior bisogno di tale sostanza nel corpo, si utilizzano degli integratori a base di carnitina. Questo aminoacido aiuta a metabolizzare i grassi e a ridurre i trigliceridi. La carnitina ha la capacità di trasportare gli acidi grassi e attivarli nel mitocondrio, ovvero quella piccola cellula addetta alla produzione energetica.

      Quali sono i benefici della carnitina?

      La carnitina è utilizzata dall'organismo per limitare la produzione di lattato, questo comporta una resistenza migliore per gli atleti durante le attività sportive prolungate, agisce inoltre sulla sensazione dolorosa che si presenta dopo esercizi fisici molto intensi. L'aminoacido fa quindi da mediatore cellulare fondamentale per metabolizzare i lipidi.

      La carnitina viene considerata un nutriente essenziale per la salute del corpo umano grazie ai benefici apportati agli apparati muscolo-scheletrico e cardiovascolare. La sua capacità di trasformare il grasso in energia aiuta tali apparati a sopportare meglio gli sforzi anche prolungati migliorando le prestazioni.

      Durante una intensa attività fisica l'organismo potrebbe richiedere una quantità di carnitina maggiore. In questi casi potrebbe risultare utile integrare questo aminoacido. La giusta quantità di carnitina nell'organismo facilita anche la veicolazione e l'utilizzo degli aminoacidi ramificati amplificando le proprietà energetiche e anaboliche.

      I benefici della carnitina

      La carnitina ha inoltre effetti benefici a livello neurologico per la sua capacità di migliorare l'attenzione diminuendo l'affaticamento mentale. Questo aminoacido è infatti presente in modo naturale in diversi organi del corpo umano compreso il cervello. Qui agisce favorendo un corretto metabolismo cellulare e di trasmissione neurale grazie alla sua capacità di superare la barriera ematoencefalica raggiungendo i distretti cerebrali.
      Inoltre la carnitina rallenta l'invecchiamento delle cellule cerebrali diminuendo i rischi di deficit di memoria, mancanza di attenzione, stanchezza mentale e anche degli stati depressivi. Con l'aumento dell'età la carnitina risulta essere presente nel corpo in maniera ridotta creando i problemi ben noti dell'età avanzata.

      Quali sono le proprietà della carnitina

      Tra le molte proprietà della carnitina sembra vi sia anche la capacità di facilitare la produzione ormonale e la riduzione del cortisolo, ormone responsabile del cattivo umore e depressione. Inoltre questo aminoacido, risulta essere un forte antiossidante che combatte l'invecchiamento e facilita il recupero in seguito all'attività sportiva.

      Per ulteriori informazioni circa il parere scientifico relativo all'integrazione di carnitina ed i relativi effetti correlati, si invita a visitare la seguente pagina del sito ufficiale dell'EFSA:       

         

      Parere Scientifico EFSA sull'integrazione di carnitina

         

      Le opinioni espresse in questo sito web non costituiscono un parere medico o sanitario e potrebbero contenere informazioni inaccurate.

    • Carnosina
    • Citrullina
      Negli ultimi tempi è andato sempre più aumentando il consumo di integratori alimentari a base di citrullina. Non tutti però conoscono nel dettaglio il corretto funzionamento di tale aminoacido e soprattutto i concreti benefici che studi scientifici hanno appurato. Ecco perciò tutto quello che vale la pena sapere su questa interessantissima sostanza.

      Cos'è la citrullina?
      La citrullina è un amminoacido non essenziale di tipo alfa che presenta un nome apparentemente buffo che deriva da "citrullus" in latino, ovvero cocomero. Questo ha una spiegazione in quanto per la prima volta la citrullina fu isolata dall'anguria. E si capisce il motivo per cui una delle credenze popolari più diffuse in merito a questo frutto sia quello di avere un certo potere afrodisiaco. L'organismo umano può sintetizzare delle quantità di tale molecola, motivo per cui non si parla di un amminoacido essenziale. Senza dimenticare che non rientra nella produzione delle proteine. Esistono però delle condizioni in cui l'organismo non riesce a produrre sufficienti quantità di citrullina ed è necessaria perciò un'integrazione alimentare.

      Meccanismo d'azione e studi sperimentali
      Bisogna partire da alcuni aspetti chimici legati alla citrullina per poter capirne effettivamente le proprietà terapeutiche. Presupponendo l'importanza dell'ossido nitrico come sostanza che stimoli la vasodilatazione dei vasi sanguigni. Ci sono però delle condizioni, molto spesso determinate da stress o tabagismo per fare qualche esempio, in cui la produzione di ossido nitrico tende a diminuire. Il che determina una notevole ipertensione oltre ad un aumento dello spessore dei vasi. Sono stati così svolti degli studi secondo cui la somministrazione di citrullina è in grado di aumentare le concentrazioni sieriche non solo di ossido nitrico, ma anche di arginina, un altro potente vasodilatatore fisiologicamente prodotto dall'uomo.

      Citrullina e sport: cosa occorre sapere?
      La citrullina negli ultimi tempi è stata utilizzata anche da persone che praticano sport. Non ci sono evidenze scientifiche che diano certezze in merito a questo tipo di utilizzo. Per cui non si può dire che l'integrazione alimentare di questo amminoacido dia comprovati benefici in sede di allenamento, per esempio. Desta interesse il fatto che la citrullina agisca positivamente a livello dei sistemi energetici dei muscoli, sia quelli in presenza di ossigeno che privi. L'ATP, ovvero la "benzina" dei muscoli viene così prodotta regolarmente evitando che ci sia un sovraccarico o affaticamento. Sono stati svolti alcuni studi in tal senso, andando a valutare l'attività della citrullina in presenza di attività anaerobiche, dunque con scarso ossigeno. È stata presa in considerazione l'attività fisica di sollevatori di pesi con una somministrazione di 40 milligrammi/chilogrammi. Con l'aumentare delle sessioni di allenamento si è potuto riscontrare un miglioramento della funzione muscolare. Dire però che chiunque fa palestra o comunque attività sportiva faccia bene ad usare questo tipo di molecola regolarmente, al momento, non è possibile. Servono ulteriori prove scientifiche che diano la certezza dei benefici della citrullina sulla muscolatura.

      Gli alimenti che contengono citrullina
      Pensare di integrare la citrullina dell'organismo con l'alimentazione non si rivelerà una scelta conveniente. Infatti è bene ricordare che questo tipo di molecola non è molto comune negli alimenti. Essa infatti nella maggior parte dei casi, viene sintetizzata direttamente nell'organismo partendo da altri amminoacidi. Ecco perché si può parlare di una correlazione con arginina e glutammina, altre molecole che portano alla produzione di citrullina. L'alimento che contiene delle discrete quantità di citrullina al suo interno è senza dubbio il cocomero o anguria. Esso contiene circa 210 milligrammi di citrullina ogni 100 grammi. Il suo consumo in quantità particolarmente generose ( tra i 750 e i 1500 grammi) ha dimostrato di poter effettivamente aumentare i livelli di ornitina e arginina fino al 20%. Altre ottime fonti alimentari di citrullina sono i meloni amari, le zucche, le zucchine e i cetrioli.

      Altre informazioni per un corretto uso di citrullina
      Ancora non si può parlare di dati ufficiali in merito a dosi ottimali e dosi massime tollerate di citrullina. Dunque una posologia effettiva non si può dire del tutto, ma un uso ponderato di integratori a base di citrullina prevedono l'assunzione da 1 a 3 grammi quotidianamente. 
      Tuttavia è bene evidenziare che assumere oltre i 15 grammi giornalieri di citrullina potrebbe determinare disturbi gastro-intestinali molto fastidiosi come diarrea, crampi forti, dolori e nausea.
      Attenzione anche in caso di terapie farmacologiche o patologiche in corso: soprattutto per quelle cardiovascolari per le quali è meglio chiedere consiglio al medico che potrà valutare la completa sicurezza dell'integrazione con citrullina.
      Finendo invece con le interazioni di questa molecola con altri farmaci e cibi non si può parlare di dimostrazioni scientifiche in tal senso. Dunque non vi sono alterazioni farmacocinetiche e farmacodinamiche che dimostrino interazioni con questo principio attivo. Meglio però evitare l'assunzione concomitante di farmaci per il trattamento della disfunzione erettile.

      Altri benefici collegati alla citrullina
      Nei primi studi fu osservata una notevole azione antiossidante della citrullina. Il che destò non poco interesse andando a considerare gli aspetti biologici del suo meccanismo d'azione. L'assunzione di citrullina presente nell'anguria e nei suoi semi sembra possa proteggere dallo stress ossidativo in assenza di ossigeno. Una condizione questa che rischia di esporre l'organismo a pericolose patologie metaboliche e non solo. Ecco perché la citrullina potrebbe agire come uno scavenger diretto nei confronti dei dannosi radicali liberi e proteggere concretamente l'organismo. Ancora oggi sono in corso degli studi per certificare questo dato che sarebbe una svolta importantissima per migliorare il benessere di uomini e donne indistintamente. In particolare la citrullina agisce come componente attiva nella protezione di DNA e lipidi di membrana facendo in modo che le cellule non subiscano danni che in molti casi potrebbero risultare irreversibili. E ciò determinerebbe un abbassamento delle linee difensive del corpo con conseguente aggressione di agenti patogeni di vario genere.
      Bisogna anche parlare dell'azione della citrullina nell'ipertensione dato che essa agisce bene come vasodilatatore andando a favorire la secrezione di ossido nitrico, componente essenziale per questo effetto. Tanti studi hanno dimostrato che arginina e citrullina insieme possono rivelarsi un toccasana per coloro che soffrono di ipertensione, ancora però non vi sono conferme ufficiali in merito a dosaggi e corretto utilizzo di questa sostanza. È tuttavia prospettiva molto interessante e che potrebbe rendere una volta per tutte la citrullina una delle migliori sostanze naturali da integrare per il benessere dell'uomo, ma per arrivare a questo ci sarà ancora bisogno di evidenze scientifiche per evitare dubbi e fare in modo che il suo uso avvenga nella più totale sicurezza per qualsiasi paziente.
        
         
      Le opinioni espresse in questo sito web non costituiscono un parere medico o sanitario e potrebbero contenere informazioni inaccurate.
    • Glutammina

      La glutammina è l'amminoacido più abbondante all'interno del corpo umano. Nonostante venga sintetizzata da esso, durante il corso della vita alcuni eventi come stress, traumi chirurgici, ustioni, o attività fisica ad alto livello possono portare l'organismo ad aumentare il proprio fabbisogno di glutammina, che deve essere quindi integrata attraverso l'alimentazione. Non a caso, sono molto spesso atleti e appassionati di fitness a nutrire un particolare interesse per questa sostanza.
      Ma vediamo insieme che cosa rende questo amminoacido così importante per la nostra salute.
         
      Le funzioni della glutammina
          
      La glutammina svolge una funzione importantissima per il nostro organismo, occupandosi di ripararne le cellule e rafforzarne il sistema immunitario, proprio all'interno del sistema immunitario riveste un compito fondamentale: ha un ruolo di supporto energetico in cellule come linfociti e macrofagi. Ma la sua importante funzione non si ferma a questo: contrasta la perdita dei capelli, aiuta a mantenere la concentrazione e migliora notevolmente le funzioni cerebrali.
      Inoltre, la glutammina è un costituente fondamentale all'interno del ciclo dell'urea e nel trasporto di gruppi amminici, ed è stata evidenziata una presenza elevata di glutammina all'interno di muscoli e sangue.

      Glutammina e sport

      Sul versante sportivo, la glutammina svolge numerose funzioni di grande interesse, innanzitutto, permette un aumento del volume delle cellule muscolari, che a sua volta favorisce un afflusso di acqua all'interno del muscolo. 
      Ulteriori effetti della glutammina a livello muscolare consistono nella vasodilatazione - chiamata in gergo sportivo pump - e nella prevenzione della disgregazione muscolare, disfacimento prematuro delle cellule che compongono i muscoli.
      Integrare glutammina all'interno della propria dieta può risultare utile per atleti appartenenti diversi sport, come il ciclismo, il nuoto e il body building.

        
      Come e perché integrare glutammina
          
      La glutammina è particolarmente presente all'interno di alimenti di origine animale, quali uova, carne, pesce, latte e formaggi, ma può essere ritrovata anche all'interno di prodotti di origine vegetale.
      Se si desidera assumere glutammina attraverso integratori alimentari, bisogna prestare attenzione a non superare le dosi consigliate. Se si assume glutammina come supporto di attività sportive, ingerirne tra 1,5/5 grammi giornalieri sembrerebbe l'ideale per ottenere benefici. A seconda del risultato che si desidera ottenere, inoltre, è consigliabile assumere glutammina in diversi momenti della giornata. 
      La glutammina può essere assunta attraverso integratori in capsule, in polvere o in forma liquida, a seconda delle preferenze di chi ne dovrà fare utilizzo.

      Controindicazioni: quando esagerare fa male

      Abbiamo parlato delle importanti funzioni che la glutammina svolge all'interno del nostro organismo, esplicando perché essa sia ritenuta una degli amminoacidi più importanti per noi. Ad ogni modo, bisogna sempre prestare attenzione a non eccedere nelle dosi e ad assumere le giuste quantità per evitare alcuni spiacevoli effetti collaterali da sovradosaggio. Tra questi rientrano il sovraffaticamento renale e del fegato causato dal sovraccarico di azoto che si verificherebbe assumendo glutammina in grandi quantità - per questo è consigliabile bere spesso molta acqua quando si utilizzano integratori di questo tipo -, problemi intestinali quali gonfiore e stitichezza, ritenzione idrica e mal di testa.
      Talvolta, tali effetti collaterali possono presentarsi anche in assenza di un sovraddosaggio. In queste circostanze è necessario interrompere immediatamente l'assunzione dell'integratore e contattare il proprio medico. Ad ogni modo, normalmente una corretta assunzione di glutammina è ben tollerata dall'organismo e risulta pertanto generalmente sicura.
      Consigliamo comunque di chiedere sempre il parere al proprio medico di fiducia prima di assumere questo integratore, così da stabilire le corrette dosi giornaliere in modo da non incappare in errori grossolani e facilmente evitabili.

          

      Per ulteriori informazioni circa il parere scientifico relativo all'integrazione di glutammina ed i relativi effetti correlati, si invita a visitare la seguente pagina del sito ufficiale dell'EFSA:

             

      Parere Scientifico EFSA sull'integrazione di glutammina

             

      Le opinioni espresse in questo sito web non costituiscono un parere medico o sanitario e potrebbero contenere informazioni inaccurate.

    • HMB
    • Leucina
    • Lisina
    • Ornitina
    • Pool di Aminoacidi
    • Taurina
      L'avrete certamente sentita nominare più volte come una delle componenti di una delle più importanti bevande energetiche sul mercato mondiale, ma cosa sia realmente, e che tipo di benefici possa apportare, forse non tutti ne sono pienamente a conoscenza: stiamo parlando della taurina, una sostanza spesso utilizzata come componente importante di integratori e altri generi di bevande. Ma che cos'è realmente la taurina? Scopriamolo insieme.

      * La taurina: che cos'è, e dove si trova

      Conosciuta anche con il suo gergo tecnico acido aminoetansolfonico, la taurina è una particolare sostanza, più precisamene un amminoacido che forma le proteine, grazie alla presenza dell'acido sulfonico: svolge un ruolo importante nella sintesi degli acidi biliari, utili per la digestione dei grassi e per agevolare l'assorbimento delle vitamine, eliminando anche il colesterolo. La taurina è una sostanza che è già presente all'interno del nostro corpo, soprattutto nel cervello, nelle piastrine, nel cuore, e anche nella retina: non a caso, è altresì importante per mantenere una buona salute degli occhi. La taurina è disponibile anche all'interno degli alimenti che consumiamo, come per esempio carne, pesci, uova e latte; non risulta, invece, presente negli alimenti di origine vegetale: per questa motivazione, viene spesso consigliato l'utilizzo di integratori a base di taurina per i vegetariani.

      * I benefici della taurina: a che cosa serve

      Alla taurina vengono riconosciuti diversi benefici, e per questa motivazione rientra nell'elenco delle sostanze con apporto massimo giornaliero definito, direttamente stipulato dal Ministero della Salute, sotto la categoria di "Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico". In effetti, la taurina avrebbe un importante ruolo nel migliorare le prestazioni, sia mentali che fisiche, contrastando gli effetti negativi dello stress, facendoci sentire carichi di energia e vigore. La taurina ha anche proprietà antiossidanti, preservando e proteggendo lo stress ossidativo del nostro organismo. Venduta soprattutto attraverso bevande energetiche, la taurina risulta molto utile anche per i più sportivi: infatti, la taurina stimola l'efficienza fisica e cardiaca, apportando una quantità maggiore di sangue al miocardio, e massimizzando lo sviluppo muscolare.

      * Assunzione e controindicazioni della taurina

      Generalmente il contenuto di taurina presente all'interno di integratori e bevande energetiche, se consumate seguendo le proprie singole indicazioni, non dovrebbe superare la dose giornaliera consigliata: in ogni caso, si consiglia un massimo di 1 grammo di taurina al giorno. Non esistono ancora studi appositi che facciano risaltare gli effetti negativi e collaterali dell'assunzione di taurina, anche laddove si siano superate le dosi giornaliere consigliate. Ci sono, però, alcuni studi scientifici che sottolineano problemi gastrointestinali e di ipertensione (dalla diarrea, all'ulcera peptica) negli adulti che hanno assunto dosi eccessive di taurina. Altri studi, invece, hanno riscontrato un aggravamento delle condizioni preesistenti di dermatiti, come la psoriasi, legate al consumo di alimenti eccessivamente ricchi di taurina, con una diffusione delle lesioni e prurito. Viene sconsigliata, generalmente, l'assunzione della taurina durante il periodo della gravidanza e dell'allattamento, per quanto anche in questi due specifici casi non ci siano studi conclamati a riguardo. In caso di nota allergia o ipersensibilità al principio attivo della taurina, è bene astenersi totalmente dal consumo.
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